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Le cause dell'umidità..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UMIDITÀ DALLE FONDAMENTA

 

La vicinanza della falda freatica, il passaggio di corsi d’acqua sotterranei, la presenza di sorgenti, la rottura di canalizzazioni, i terreni assorbenti e soprattutto le piogge acide (le quali formano solfati e nitrati che espandono sino a 14 volte il proprio volume), creano pressioni enormi che causano la disgregazione degli intonaci.

In caso di finiture impermeabili non traspiranti i cristalli si formano invisibilmente entro il muro (subefflorescenze) e visibilmente in superficie (il cosiddetto salnitro).

Tutte queste cause fanno sì che in assenza di fondamenta isolate ci sia il rischio della risalita capillare. È la forma più dannosa dell’umidità, poiché concorre a rendere insalubri le abitazioni e ne minaccia la solidità intaccandone le basi.

L’acqua sale nella muratura a causa della presenza di vasi capillari. Per principio fisico, la forza di adesione conseguente tra acqua e pareti capillari prevale sulla tensione superficiale dell’acqua, e l’equilibrio risulta superiore al livello idrostatico.

 

Si ha quindi il noto menisco cavo all’interno del capillare.

 

 

Nell'esempio si può notare come il minor diametro dei capillari aumenti il fenomeno dell'umidità ascendente.

 

 

Il coefficiente di capillarità può variare dal 1% del calcestruzzo al 7% del mattone, sino al 40% del gesso e 70% sui  calcari teneri (tufi)

 

 

In caso di restauro di vecchi edifici, la priorità deve essere data alla risalita capillare, senza il cui trattamento non si può realizzare un reale miglioramento del comfort dell’abitazione.

 

Il più grande e comune errore che viene compiuto in presenza di umidità di risalita è considerare il fenomeno come un semplice passaggio di sola acqua dal terreno attraverso il muro, risolvibile quindi con un semplice rifacimento dell’intonaco (eventualmente aerato ed idrofobizzato), non considerando così che l'acqua di risalita è una soluzione di sali, più o meno concentrati, che si formano a causa delle piogge acide.

Questo tipo di intervento non elimina il problema in maniera definitiva poiché, con il passare del tempo, i sali contenuti nell’acqua di risalita occludono i pori per cristallizzazione, rendendo così l’intonaco impermeabile e innalzando l'invasione dell'umidità.

 

Altro errore comune è quello di intervenire aerando la pavimentazione o rifacendo l’impermeabilizzazione esterna  (muri interrati tipo taverne, cantine e box): il muro a contatto con il terreno in realtà continua ad assorbire autonomamente acqua.

 

La barriera chimica, contrariamente agli intonaci macro o microporosi, blocca definitivamente la risalita capillare alla base delle fondamenta, è inalterabile nel tempo in quanto la natura minerale è affine a quella delle murature, non inquina l’ambiente e soprattutto è innocua per l’uomo.

L’acqua contenuta nel terreno al disotto della barriera chimica rimane statica (ferma) e non causa assolutamente altri danni nelle altre murature in quanto il muro l’assorbe spontaneamente per capillarità (effetto spugna).

 

La barriera chimica crea alla base del muro uno strato impermeabile (diaframma) senza creare problemi di staticità della struttura, come accade invece con taglio meccanico.

Il costo della barriera chimica viene ammortizzato nel tempo in quanto elimina costosi e ripetuti interventi sulle facciate, per un periodo pressoché  indeterminato, a patto che non si verifichino eccezionali cambiamenti atmosferici, quali formazione di sconosciute piogge acide.

 

 

Un fattore importante, in caso di risalita capillare, è la diminuzione dell'isolamento termico:

un muro umido perde sino all' 80% della sua resistenza al passaggio di calore.

 

In caso di risanamento di un immobile, l'eliminazione dell'umidità ascendente è il primo intervento da eseguire, soprattutto in previsione di un progetto di isolamento termico; in caso contrario l'umidità risalirebbe ed aggraverebbe di molto lo stato delle pareti interne, annullandone l'efficacia.

 

OPERAZIONI DA EVITARE IN PRESENZA DI UMIDITÀ DI RISALITA:

 

Intonaco cementizio: la sua elevata resistenza e compattezza elimina l'affioramento dei sali in superficie, ma nel tempo questi si accumulano nell'interfaccia, provocando il cosiddetto fenomeno "di cartella" dovuto alla cristallizzazione dei sali. La risalita dell'umidità riprende immediatamente innalzando il livello dell'invasione idrica.

 

Rivestimenti impermeabili, finiture impermeabili: evitare un trattamento dell'intonaco esistente con fantomatiche malte resinose o con mascherature o incollaggio per non incorrere nei problemi sopra descritti.

 

Intonaci micro o macro porosi: questi intonaci aumentano la velocità di evaporazione dell'acqua sottoforma di vapore acqueo, ma i sali vengono filtrati e trattenuti negli stessi intonaci o, in caso di capacità idrorepellenti, nella struttura. Nel tempo l'accumulo crea l'occlusione dei pori degli intonaci o della struttura nell'interfaccia, rendendoli di fatto impermeabili e dando luogo ad una nuova risalita.

 

Drenaggi  o interventi su pavimenti: altro errore comune è intervenire areando la pavimentazione o rifacendo l’impermeabilizzazione esterna  (muri interrati tipo taverne, cantine e box), poiché il muro a contatto con il terreno continua ad assorbire autonomamente acqua.

 

Inserimento aereatori: aereatori di qualsiasi tipo si sono rivelati nel tempo inefficaci perché le condizioni climatiche esterne, variando, ostacolano il deflusso dell'umidità. Inoltre il fenomeno dell'espansione dei sali rimane inalterato.

 

TEMPI DI ASCIUGATURA DOPO LA FORMAZIONE DELLA BARRIERA:

 

I tempi di asciugatura dei muri sono notevolmente influenzati dalle condizioni ambientali, quali temperatura, umidità esterna e areazione.

Si ritiene che un muro in condizioni ideali possa asciugare in superficie per 3cm di profondità al mese. Ad esempio, un muro di spessore pari a 40 cm, stonacato, con umidità relativa del 40-50%, temperatura media 20 °C e buona areazione, impiegherebbe circa 7 mesi. Ma questo non significa che occorre attendere così tanto tempo: già a distanza di 15-20 gg, grazie al trattamento con Antisale Zero e all'impiego di un intonaco traspirante a base calce additivato con Micron ds, si può procedere al ripristino delle pareti rifinendole con pitture traspiranti.

 

UMIDITÀ DALL’ESTERNO

 

Quando la pioggia bagna una facciata in laterizio a vista, in calcestruzzo, in pietra a vista e in intonaci cementizi o a calce, e comunque in tutti i casi di materiali porosi ed assorbenti, penetra più o meno profondamente causando questi inconvenienti:

 

Deterioramento lento e progressivo del supporto

• Rischio di fessurazioni dovuti a periodi di gelo-disgelo

• Formazioni di macchie biancastre dovute ai sali presenti nell'acqua piovana (piogge acide)

• Tracce persistenti di chiazze scure di umidità

• Formazioni di muffe

• Scollatura dei rivestimenti

Diminuzione notevole del potere isolante del muro: la conducibilità termica può essere superiore a 25 volte rispetto alla superficie   asciutta

 

La particolarità dei trattamenti protettivi esterni

 

Il trattamento con i prodotti impregnanti idrorepellenti esterni conferisce alle facciate di qualsiasi tipo la caratteristica di non permettere all'acqua di penetrare nei pori e di non provocare le alterazioni sopra descritte.

La durata di questi trattamenti è in funzione della loro composizione chimica più o meno di alta qualità.

Le caratteristiche peculiari sono la protezione permeabile al vapore acqueo e il rispetto dell'integrità del materiale trattato, senza che vi siano alterazioni cromatiche.

 

Impermeabilità all'acqua - Permeabilità al vapore

 

 

 

Impermeabilità omogenea su tutta la superficie

 

 

 

Arresto del meccanismo di deterioramento del materiale e sua stabilizzazione

 

 

 

L'acqua piovana non penetra nelle cavillature o fessure fino a 2 mm

 

 

 

Auto-detergenza naturale per mezzo della stessa acqua piovana

 

 

 

Il nostro prodotto Guardian Zero rispecchia tutte queste caratteristiche con blando effetto consolidante.

 

 

UMIDITÀ DALL'INTERNO

 

 

L'attacco dell'umidità dall'interno è la forma meno visibile. L'acqua si presenta in questi casi sotto forma di vapore ed è accertabile solo quando viene a contatto con una parete fredda. Una parete fredda può essere dovuta a presenza di umidità (sia per risalita che dall'esterno), per scarso spessore e quindi per mancanza di isolamento, per differenza di temperatura tra interno ed esterno, e per scarsa ventilazione degli ambienti.

In pratica, il cosiddetto punto di rugiada, cioè il cambio di stato da vapore gassoso ad acqua liquida, avviene non all'interno della struttura ma in superficie (diagramma di Glaser).

 

Gli inconvenienti causati sono: formazione di muffe superficiali, odore sgradevole, possibilità di attacco agli indumenti e mobili nonché causa di malessere per chi vive in quegli ambienti.

 

Il nostro prodotto Nanargentum a base di argento nanometrico è

l'ideale contro la proliferazione di muschi, funghi e licheni.

Eliminare l'umidità di risalita? Non è cosi complicato! 
Noi lo risolviamo in modo semplice dal 1978
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4 brevetti

 

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